Parchi capaci di futuro

Parchi capaci di futuro

Parchi capaci di futuro: i parchi per lo sviluppo delle comunità locali, sostenibilità delle aree protette e strategia per le aree interne.

Risulta quanto mai attuale l'affermazione di Theodore Roosevelt: “la civiltà di una nazione si misura anche dal modo in cui sa proteggere il suo territorio”.

L'intero sistema delle aree protette nazionali ed in particolare i Parchi Nazionali sono “strumenti” di tutela e conservazione, al servizio certamente delle comunità locali, ma, è bene rimarcare, dell’intera umanità. Il valore della biodiversità e degli ecosistemi conservati nei Parchi superano i confini geografici. I vantaggi che l’umanità tutta può trarre dalla tutela di ambienti naturali sono enormi. Spesso proprio coloro che gestiscono ed amministrano aree protette trovano difficoltà nel riaffermare tali ragioni, ragioni che debbono essere ridefinite ed aggiornate al contesto storico, politico e culturale. 

Le politiche dei Parchi degli ultimi anni hanno fatto emergere due esigenze apparentemente contrastanti: l’esigenza di radicare la presenza dell’area protetta nelle realtà territoriali locali, confrontandola con i problemi, i bisogni, le aspettative e le prospettive di sviluppo delle comunità locali, e la necessità di comprendere e far comprendere, la responsabilità che comporta amministrare un bene prezioso come la “natura,” che non ha proprietari, non ha padroni ma appartiene al mondo intero, alle generazioni attuali e quelle future. 

E’ necessario che tali esigenze portino ad una ricerca di una maggior efficacia delle politiche di gestione che troppo spesso vengono pensate, decise ed applicate senza una vera integrazione con le politiche di sviluppo sostenibile del territorio e con l’assenza di un reale coinvolgimento diretto degli attori locali nella gestione delle risorse. Le aree interne, i piccoli comuni devono divenire attori principali della gestione delle aree protette. 

Tale concetto espresso fin ora diviene chiaro a tutti se si pensa ai problemi variamente connessi col “global change” (cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico). Tali problemi, sappiamo che possono essere affrontati e sarà possibile mitigarne gli effetti solo se accanto a politiche internazionali ed ampie strategie intergovernative poniamo l’azione quotidiana di tutti i cittadini. Dal “pensare globalmente ed agire localmente” al “pensare localmente per agire globalmente”. Il sistema italiano delle aree protette, costituito in tempi recenti rispetto ad altri paesi europei, oggi si trova in grave ritardo, soprattutto nell’applicazione degli strumenti di gestioni previsti dalla normativa e, si potrebbe sostenere, dal buon senso.

Proprio quegli strumenti che possono coniugare la necessità della tutela e della conservazione, proveniente dalla comunità internazionale, con la richiesta di sviluppo e crescita economica che proviene dalle comunità locali.